Cefalee e Emicranie

cefalee

Le cefalee colpiscono la popolazione in percentuale particolarmente elevata e costituiscono una delle più frequenti richieste di trattamento sia per il medico di base sia per lo specialista. Tipicamente il paziente giunge dall’agopuntore dopo un percorso diagnostico – curativo particolarmente lungo ed esasperante; spesso è riferita in anamnesi l’intolleranza ai farmaci prescritti per il controllo dei sintomi (ottundimento del sensorio, rallentamento, nausea…).

Campo di eccellenza curativa dell’agopuntura si ottengono risultati ottimi e veloci con diminuzione della frequenza e della intensità nel giro di poche sedute e con netto miglioramento dopo i primi cicli (8/10 sedute). I classici sintomi possono essere una contrattura della muscolatura della zona cervicale con conseguente dolore nella zona posteriore della testa (cefalea muscolo tensiva) a cui può associarsi dolore a livello delle tempie e in sede retro oculare. In altri casi il dolore può essere frontale, globale, pulsante o fisso, associato ad aurea o scotomi (scintillii, lampi, macchie, contorni luminescenti).

L’agopuntura valuta il quadro clinico nella sua globalità riconducendolo spesso ad un epifenomeno (diciamo “la punta dell’iceberg”) di un quadro spesso più complesso: il peggioramento dei sintomi con il ciclo mestruale nelle donne, le classiche cefalee che insorgono durante il fine settimana o quelle correlate allo stress o all’eccesso lavorativo ne sono una dimostrazione.

Caso Clinico
Una donna di 36 anni ha sofferto di emicrania con cadenza giornaliera negli ultimi 10 anni, il dolore era localizzato principalmente a livello del vertice della testa e spesso si irradiava dietro gli occhi (più frequentemente a destra). Il dolore iniziava in maniera sorda per poi aumentare di intensità sino a diventare forte, pulsante. Spesso si associavano nausea, raramente vomito e fotofobia, la sintomatologia migliorava se la paziente si sdraiava al buio. Il quadro clinico peggiorava notevolmente con il ciclo mestruale (che si presentava doloroso), caratterizzato da tensione premestruale caratterizzata da cambiamenti umorali, irritabilità e pianto. Veniva inoltre riferita sensazione di calore notturno con sudorazione ai cinque cuori (mani, piedi e petto), bocca amara e arrossamento degli occhi.

La paziente ha cominciato il trattamento dopo diverse cure farmacologiche gravate da effetti collaterali poco gestibili e invalidanti. Dopo i primi tre cicli l’intensità della sintomatologia ha cominciato a migliorare, verso il quinto ciclo la paziente aveva due o tre attacchi settimanali. Al decimo ciclo gli attacchi erano sporadici e di intensità gestibile. Attualmente esegue una seduta ogni tre/quattro settimane di mantenimento

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